venerdì 23 marzo 2018

Conti Fomentini: Ribolla Gialla






Fin dal 1520, i Conti Formentini abitano in un bellissimo castello che domina San Floriano, incantevole borgo nel cuore del Collio Goriziano. Da roccaforte difensiva ad azienda agricola il passo non è certo stato breve ma, grazie ad un accurato intervento di restauro ad opera dei Formentini, questo maniero fu trasformato in una fiorente azienda vitivinicola ed è diventato, ad oggi, una delle cantine più apprezzate di tutto il Friuli. La Ribolla Gialla, varietà autoctona friulana che nel Collio esprime il meglio di sé, dà vita ad un vino fresco, profumato e fragrante, dal bell’equilibrio gustativo e dalla grande piacevolezza di beva.
Colore giallo paglierino dai delicati riflessi verdolini, intriga con profumi di uva spina, more di gelso bianche, acacia e un tocco di vaniglia. Bocca proporzionata e rispondente, di bella freschezza, moderata sapidità e con persistenza vagamente ammandorlata.
Perfetta con le linguine al sugo di tonno, con i saltimbocca alla romana e con il prosciutto di San Daniele.





giovedì 22 marzo 2018

Collaborazioni: Unicorn Latte


La bevanda magica che ha conquistato il mondo.




La magia di questa bevanda viene dal potere degli estratti funzionali di alga spirulina, manca e zenzero, i quali sono ricostituenti, energizzanti, antinfiammatori e antiossidanti!.
Il sapore è quello esotico e delicato del latte di cocco e il suo naturale colore blu, dato dalla spirulina, la rende la bevanda più fotogenica del momento.



mercoledì 21 marzo 2018

DOP: Guanciale all'amatriciana.




Il guanciale di maiale è la gola del maiale, un taglio di carne suina percorso da venature magre (muscolo) con una componente di grasso pregiato, di composizione diversa dal lardo (grasso del dorso) e dalla pancetta (grasso del ventre).
La consistenza è più dura rispetto alla pancetta e il sapore più caratteristico.
Rientra nella preparazione di molti condimenti, tra i quali è famosa l'amatriciana. Vanta il riconoscimento di prodotto tradizionale su proposta delle regioni Abruzzo (guanciale amatriciano), Calabria, Friuli-Venezia Giulia, Lazio (guanciale dei monti Lepini al maiale nero, guanciale classico), Molise, Sardegna, Toscana e Umbria.




martedì 20 marzo 2018

Marocco: storia e origini del couscous.






Il couscous è il piatto più popolare in Marocco e nel Nord Africa, ma diffuso in tutto il mondo. La storia ha elaborato diverse opinioni circa le sue origini. Alcuni ritengono che il couscous, come la pasta, sia stata creato in Cina, mentre altri sono sicuri della sua origine dall’Africa dell’est. Tuttavia, l’evidenza più palese sembra indicare il Nord Africa. Inoltre, proprio qui, delle scoperte archeologiche risalenti al nono secolo, avrebbe portato alla luce degli utensili da cucina per preparare il couscous.
Nell’undicesimo secolo, la conquista arabo-islamica ha contribuito alla diffusione del piatto in tutta la regione nordafricana. La crescita economica e lo sviluppo della produzione di grano ne hanno accelerato l’espansione. Quindi il couscous fu portato in Spagna, nella regione meridionale dell’Andalusia, e lungo il perimetro del Mediterraneo. In uno scritto del XVI secolo di Francois Revelais, si nota come in Provenza fosse diffuso e apprezzato il Coscoton a la Moresque. Il couscous giunse fino in Sud America, attraverso le colonie portoghesi emigrate dal Marocco. L’espansione del couscous è continuata durante il XX secolo, soprattutto a causa di ondate migratorie dal Nord Africa verso l’Europa, la Francia in particolare. Un recente sondaggio ha svelato come il couscous sia oggi il secondo piatto preferito dai transalpini.
Oggi il couscous è l’ambasciatore culinario del Nord Africa ed è un emblema dell’arte culinaria marocchina. La pentola apposita si chiama: la cuscussiera.

lunedì 5 marzo 2018

Riso: Paella. (Spagna).





La paella si presenta in numerosi varianti. La versione originaria, di Valencia, è fatta con riso, carciofi, piselli o fave, coniglio o pollo, cui si aggiungono anche falde di peperone; altre versioni prevedono carni e salsicce, o trance di pesce, crostacei e molluschi.
Elementi comuni sono zafferano e verdure.

Storia del Tè: Afternoon Tea, la tradizione del tè del pomeriggio in Gran Bretagna.




L'Afternoon Tea, il tè pomeridiano accompagnato da un pasto leggero, è una delle tradizioni più tipicamente britanniche che esistano ed è conosciuta a livello mondiale. Questo vero e proprio rituale ha origini nella nobiltà britannica del XIX secolo ma è nato in modo quasi casuale.
L'usanza di bere tè mangiando qualcosa a metà pomeriggio fu presumibilmente inventata intorno al 1840 da Anna Russel, 7ª Duchessa di Bedford, amica e dama di corte della Regina Vittoria. A quei tempi l'etichetta imponeva di cenare verso le 20.00, ma durante il lungo intervallo tra pranzo e cena alla Duchessa Anna veniva sempre un certo languorino. Così prese l'abitudine di farsi servire come spuntino del tè accompagnato da pane, burro e dolci.
Mentre passava l'estate nella sua residenza di Woburn Abbey, la nobildonna cominciò ad invitare alcuni amici per prendere il tè assieme. Tutti gradirono molto l'idea, tanto che una volta ritornata a Londra per l'inverno queste riunioni proseguirono regolarmente e cominciarono a diffondersi nell'alta società della capitale inglese. Quando anche la Regina Vittoria cominciò a organizzare degli Afternoon Tea, questa specie di merenda d'alto bordo si trasformò in un evento galante, al quale ci si doveva presentare con un abbigliamento apposito. In alcuni casi era un vero e proprio ricevimento con centinaia d'invitati.


In realtà esistono diverse testimonianze storiche del fatto che il tè del pomeriggio fosse un'abitudine diffusa già nel XVIII secolo e forse anche nel XVII. Ad ogni modo si può affermare che la Duchessa Anna ha fatto sì che si trasformasse in un'istituzione nazionale.
Per l'alta società l'Afternoon Tea era un normale evento mondano, ma per le persone comuni era un lusso o quasi. Operai e impiegati non avevano il pomeriggio libero, rientravano a casa solo la sera e raramente potevano permettersi le spese derivanti da un pasto extra quotidiano. Quindi la classe lavoratrice ideò una propria versione del tè del pomeriggio, che veniva consumato più tardi e che in pratica sostituiva la cena. Il menù naturalmente era più sostanzioso e oltre ai dolci poteva includere anche verdura e carne.
L'Afternoon Tea dei proletari cominciò ad essere classificato come high tea (tè alto), in contrapposizione a quello dei ricchi che era invece chiamato low tea (tè basso). L'origine di questi termini è da ricercarsi nei mobili usati per il pasto: le persone comuni mangiavano seduti a tavola (che ha le gambe lunghe), mentre i benestanti sedevano sui divani e usavano i tavolini (che hanno le gambe corte). In seguito l'alta società sviluppò un proprio genere di high tea, che comprendeva vivande molto costose ed esclusive come cacciagione e salmone.



Leggendo la sua storia si capisce che non c'è un vero e proprio menù codificato per l'Afternoon Tea, che può prevedere sandwich con diversi tipi di ripieno (meglio se elegantemente tagliati in forma rettangolare e sottile, prendendo così nome di finger sandwich), torte e vari tipi di dolci. Una versione molto famosa è il cosiddetto Cream Tea, durante il quale vengono serviti scone (dolci tipici britannici) accompagnati da clotted cream (una crema preparata con la panna e cucinata a vapore o a bagnomaria) e marmellata.
Naturalmente non dobbiamo dimenticare il protagonista principale di questa tradizione, e cioè il tè, che dovrebbe essere di qualità pregiata e rigorosamente utilizzato in foglia. Quindi bustine e polveri solubili sono assolutamente vietate in un vero Afternoon Tea.



Storia del caffè: Avventurieri francesi in territorio malgascio.

Il trattato di Parigi (1814) non si pronunciò sul possesso del Madagascar, lasciando pertanto direttamente alle potenze europee una l...